Gli agenti Google entrano in servizio nel Pentagono

Gli agenti Google entrano in servizio nel Pentagono
Dopo le vicissitudini tra Anthropic e il Dipartimento di Difesa degli Stati Uniti, diversi attori sembrano interessati a coprire un vero e proprio vuoto tecnologico che l'azienda di Dario Amodei sembrerebbe decisa a lasciare. Tra questi spicca Google, che si riprende il Pentagono approfittando della caduta dei rivali, distribuendo la sua IA a 3 milioni di civili e militari, ma limitandola (per ora) a mansioni burocratiche su reti non classificate.
Qual è la notizia
Il 10 Marzo 2026 Google annuncia ufficialmente di aver introdotto un tool chiamato Agent Designer che permetterà al personale, sia civile che militare, del Pentagono di costruire i propri agenti AI su misura e permettendo quindi di ottimizzare e migliorare alcune routine su reti non classificate.

Come si legge dall'annuncio, l'intento è di mettere a disposizione tecnologie di IA generativa al personale civile e militare che opereranno su reti non classificate.
Al momento si tratta di una pipeline operativa che esclude il coinvolgimento militare diretto: i dipendenti del settore potranno usufruire di questi tool di ottimizzazione nella piattaforma designata GenAI.mil accelerando la creazione e la gestione di file e documenti, l'organizzazione delle riunioni e migliorando più genericamente il flusso di lavoro quotidiano all'interno delle reti del Pentagono.
L'Agent Designer, insieme all'istituzione di una piattaforma dedicata, rappresenta una scala di adozione senza precedenti: Google è stato selezionato come fornitore per portare i suoi agenti in questa infrastruttura con un rollout di circa 3 milioni di dipendenti (sia civili che militari) rivelandosi di fatto una delle più grandi implementazioni di IA generativa agentica all'interno di un apparato statale.
Qual è la non notizia
Considerata la designazione di Anthropic come supply chain risk ed il fatto che a breve dovrebbe esserci ufficialità dell'ordine esecutivo e l'entrata di diversi altri provider come fornitore di tecnologie di intelligenza artificiale, viene da chiedersi se queste mosse siano più volte al rafforzamento della propria intelligence ed efficienza militare o sia una prova di forza del non voler, almeno pubblicamente, accettare compromessi con aziende private. Tuttavia, si parla di una collaborazione ed un impiego di tecnologie già pregresso e pubblicamente noto, tornato ora alla ribalta probabilmente per enfatizzare la narrativa dietro ad una sorta di "guerra tra provider".
Che Google collabori con il governo degli Stati Uniti non è stato di certo mai reso mistero; nel 2017 venne istituito il Progetto Maven sotto la firma del vice segretario della difesa Robert O. Work e Google è stato il primo tra i provider scelti per offrire la tecnologia di Vision tramite la sua intelligenza artificiale e algoritmi di machine learning con un contratto dal valore stimato di 9 milioni di dollari.

Fonte immagine: [EuroNews](https://www.euronews.com/next/2023/11/16/my-concerns-are-more-about-people-institutions-than-the-tech-signals-meredith-whittaker-on)
Tuttavia, analogamente a quanto accaduto recentemente con Anthropic, durante il 2018 diversi dipendenti di Google si sono opposti a questa collaborazione. Sotto la spinta di figure di spicco della ricerca etica come Meredith Whittaker, migliaia di dipendenti firmarono una petizione interna contrariati dalle derive militari della propria tecnologia. Le forti pressioni, culminate con le dimissioni per protesta di diverse decine di ingegneri, costrinsero Google a fare un passo indietro e a non rinnovare il contratto (lasciando poi il posto ad altre realtà come Palantir e Microsoft).
Da allora, i rapporti con il governo sono sempre rimasti cauti e la rinnovata partnership di primissimo piano con il Pentagono si concretizza in una finestra temporale peculiare, successiva all'esclusione dei competitor, lasciando trapelare l'intenzione di scalare verso i livelli di segretezza più alti della Difesa statunitense.
La vera portata dell'operazione di Google al Pentagono non si comprende guardando a un singolo annuncio, ma unendo i puntini tra l'infrastruttura preparata nel tempo e la stretta concomitanza temporale del recente lancio software. Già alla fine del 2024, infatti, Google si stava posizionando per diventare l'ultimo grande provider del maxi-contratto Joint Warfighting Cloud Capability (JWCC) a ottenere l'autorizzazione di sicurezza Impact Level 6 (IL-6), un requisito tecnico fondamentale per poter archiviare ed elaborare informazioni militari classificate fino al livello "Secret".
Con quelle fondamenta cloud ormai pronte, l'azienda di Mountain View si è trovata nella posizione ideale per capitalizzare sull'improvviso vuoto di potere creatosi all'inizio di marzo 2026. Quando Anthropic, fino a quel momento l'unico fornitore di IA operante nel cloud classificato del Pentagono, è stata inserita in una lista nera governativa per essersi rifiutata di impiegare la propria tecnologia in armi autonome e sorveglianza interna, Google ha accelerato la sua proposta commerciale. Esattamente il giorno dopo l'avvio della causa legale di Anthropic contro l'amministrazione Trump, Google ha annunciato il debutto di "Agent Designer" sulla piattaforma GenAI.mil, mettendo i propri modelli Gemini a disposizione di tre milioni di dipendenti della Difesa.
Sebbene le comunicazioni ufficiali si concentrino prudentemente sull'automazione di banali compiti burocratici su reti non classificate, l'infrastruttura IL-6 precedentemente assicurata fornisce la base tecnica che rende operativamente fattibili gli scenari suggeriti dalle indiscrezioni, secondo cui vi sarebbe l'interesse a portare i nuovi agenti di Google all'interno di ambienti classificati e top-secret.
